Torino, anima di carta e volti amici: il mio irrinunciabile Salone del Libro
C’è un appuntamento che, ogni anno, segna sul mio calendario una sorta di gioiosa parentesi: il Salone Internazionale del Libro di Torino. Per una che con le parole ci lavora sia come scrittrice che come giornalista e persino come addetto stampa di scrittori varcare quei cancelli è un po’ come tornare a casa, in un alveare vibrante di storie, idee e, soprattutto, persone.
Per me, il Salone non è solo una fiera, un’esposizione di novità editoriali. È molto di più. È un crocevia di sguardi, di voci che altrimenti rimarrebbero confinate in scambi di email frettolosi. È la preziosa opportunità di stringere mani amiche, di abbracciare volti che durante l’anno si materializzano solo sullo schermo di un computer. Tappa obbligata infatti sono gli stand delle case editrici con le quali collaboro che ogni anno crescono 😉
Ritrovare gli amici “del libro” è sempre un’emozione speciale. Persone con cui condivido la passione per la narrazione, le sfide della scrittura, le gioie di una recensione ben riuscita. Sedersi a un caffè, scambiare chiacchiere, aggiornarsi sui progetti in corso, ridere insieme… sono momenti che nutrono l’anima e rinsaldano legami che vanno ben oltre il professionale. Non tutti gli anni è possibile, ma quando succede è una vera benedizione!
Poi ci sono le presentazioni. Immergersi nel racconto vivo degli autori, carpire le sfumature che magari tra le righe di un libro sfuggono, lasciarsi incuriosire dalle loro parole e dalle loro visioni del mondo. Ogni presentazione è una piccola finestra su universi nuovi, un seme piantato nella mente che chissà, magari germoglierà in una futura lettura o in un nuovo spunto di riflessione per i miei articoli. Mi piace andare ad ascoltare anche autori che non ho mai letto, né sentito nominare, ma suggeriti da colleghi o amici e spesso ho scoperto così nuovi interessanti voci.
E vagare tra gli stand… oh, quella è una vera e propria avventura! Quando il caldo non opprime e l’affluenza lo permette è forse la cosa che preferisco. Lasciarsi attrarre da una copertina, da un titolo enigmatico, dalla promessa di una storia avvincente. È la gioia di scoprire nuovi autori e autrici di imbattersi in case editrici che coltivano gemme preziose. A volte parto con una lista di titoli da cercare, altre volte mi lascio guidare dal puro istinto, dalla curiosità che mi spinge a sfogliare qualche pagina, ad annusare l’odore inconfondibile della carta stampata. Quest’anno voglio lasciarmi stupire!
Il Salone del Libro di Torino è anche un importante momento di networking professionale “dal vivo”. Incontrare di persona gli editori con cui magari collaboro per recensire un libro, salutare gli agenti letterari con cui scambio idee, conoscere nuovi addetti ai lavori… sono tutte occasioni preziose per tessere e rafforzare la rete che anima il nostro mondo editoriale. Un sorriso, una stretta di mano, uno scambio di battute possono valere più di cento email.
Torino, per quei giorni, diventa davvero la capitale del libro, un luogo magico dove le storie prendono vita non solo tra le pagine, ma anche negli incontri, negli sguardi, nelle chiacchiere appassionate. E per me, ritornarci ogni anno è un rito irrinunciabile, un pieno di energia e di ispirazione che mi accompagna per tutto l’anno, fino al prossimo, atteso, ritorno.

